Disegno di Giancarlo Caracuzzo
Troppe emozioni in una volta sola, l’aereo, una folla di persone provenienti da tutto il mondo e il pasto più orrendo della mia vita. Finalmente con i piedi per terra, vedo New York, non sapendo cosa aspettarmi. Quella città verticale mi fece impressione, mai visto niente del genere! Non fu facile abituarsi. All’inizio non parlavo con nessuno, ero timido e imbranato. Poi conobbi Frida, una ragazza messicana più o meno della mia età. Fu un incontro, diciamo così, piuttosto originale. La prima volta che la vidi se ne stava appesa al cornicione di un palazzo da cui era stata gettata da alcuni membri di una gang rivale. Già, perché Frida faceva parte di una gang e ne era fiera. A me la cosa non piaceva ma me ne innamorai lo stesso, perdutamente, così come si innamora solo un diciottenne. Per lei, però, ero solo un amico. Almeno fino a quella sera in cui, nella sua macchina, decise che potevo essere qualcosa di più…
Ma non vi fu il tempo.
Ragazzi di una gang rivale ci spararono addosso. Io mi beccai una pallottola che si trova ancora a pochi millimetri dal mio cuore.
Ma non vi fu il tempo.
Ragazzi di una gang rivale ci spararono addosso. Io mi beccai una pallottola che si trova ancora a pochi millimetri dal mio cuore.
E lei fu colpita alla testa.