lunedì 29 ottobre 2007

SKETCH ART

Layout a matita e vignetta inchiostrata di Alessio Baldi

domenica 28 ottobre 2007

IL SORRISO DEL BUDDA

Disegno di Giancarlo Caracuzzo


Noi monaci a vita abbiamo ben 220 obblighi cui attenerci. Ad esempio non possiamo mangiare nulla dopo mezzogiorno, non possiamo ballare, ascoltare musica, dormire su letti alti, accettare denaro per uso personale o indossare gioielli… ma qui siamo a New York… il cielo non si vede mai, il canto degli uccelli non si sente e la voce della natura è praticamente muta. Perciò ho pensato di non tradire il mio karma se ogni tanto mi metto alle orecchie le cuffiette dell’Ipod per sentire le canzoni che quotidianamente scarico da internet!... o se a causa del lavoro di Lenny mi ritrovo in situazioni poco piacevoli. La gente mi guarda strano e sorride. E questo è il mio scopo. Regalare a tutti il sorriso di Budda. In questa città verticale ho l’impressione che l’armonia dell’universo vada cercata in luoghi differenti che nelle mie montagne… vi sembro poco religioso? Beh, io non sono affatto religioso! Perché, come disse il grande maestro Thich Nhat Hanh tutte le religioni devono morire perché nasca una fede non religiosa, la fede nell’uomo planetario. Dice Thich: “il buddismo deve morire come dottrina della Pura Terra senza sofferenza. Nella Pura Terra il canto degli uccelli celesti è la voce del dharma: ma il canto di un uccello è il terrore dei vermi e degli insetti. Lo stesso suono che evoca la bellezza può anche ispirare paura e dolore. La pratica buddista non può impedirci di vedere il dolore, l’angoscia, le sofferenze, le bombe, la fame, la corsa alla ricchezza e al potere…”. Ed è per tutti questi motivi che sono venuto a vivere con il mio allievo prediletto, Lenny. In Tibet gli avevo insegnato a meditare, a cercare la via, a combattere e a difendersi. Ora devo insegnargli a vivere nello shanga. Proteggerlo non tanto dagli altri quanto da se stesso. Ma soprattutto fargli ritrovare il sorriso, il sorriso del Budda che illumina il mondo. Una risata vi guarirà... Rock ‘n’ Roll!

domenica 21 ottobre 2007

LA VIA DEL DHARMA

Disegno di Giancarlo Caracuzzo


Io essele monaco buddista e vivele a New Yolk… Niente paura, io non parlo così… o almeno non scrivo così… grazie al correttore ortografico del mio PC non sbaglio più le erre con le elle e, a dire il vero, non faccio nemmeno tanti altri errori. Potenza della tecnologia!
Mi chiamo SUN e ho vissuto gran parte della mia esistenza sulle montagne del Tibet. Indosso la tonaca rosso scuro degli anziani monaci a vita e sorrido sempre, proprio come Budda. O comunque mi sforzo di farlo. Perché, al contrario del Budda, io non ho ancora raggiunto il mio nirvana, non mi sono ancora liberato dal desiderio e dal dolore e dall’eterno ciclo delle morti e delle rinascite del samsara. Però cerco di farlo. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. Per anni ho meditato in solitudine, sono stato fuori dal mondo. Ma da qualche tempo mi sono calato nello shanga, ossia il mondo. E niente è più shanga di New York, dove vivo, credetemi! E ho scoperto che anche in questa incredibile città verticale è possibile cercare il dharma, l’ordine spirituale che regge il mondo e seguire la retta via tracciata da guatama, il Budda. E la retta via si può seguire anche osservando regole diverse da quelle che mi sono state insegnate nel Tibet.

mercoledì 17 ottobre 2007

SKETCH ART

Layout a matita e vignetta inchiostrata di Giancarlo Caracuzzo

giovedì 11 ottobre 2007

DONNE, SPETTRI & RITAGLI

Disegno di Giancarlo Caracuzzo

Arti marziali e una lama infallibile sono le mie uniche armi. Né proiettili né fuochi artificiali, solo grande concentrazione. Mary… Cioè, il capitano Finlaggan dell’FBI, mi prende in giro per questa mia mania. E’ un’irlandese testarda come un mulo, sempre pronta a sfoderare la sua calibro 38 d’ordinanza. Ma io non ci faccio caso. E’ simpatica, coraggiosa, onesta e molto carina, il che non guasta. A questo punto, visto che me lo sono lasciato scappare, vorrete sapere se, tra me e lei, c’è qualcosa di più di un rapporto di lavoro o di un’amicizia…Beh, diciamo che… Sono fatti miei! In fondo non si può sapere tutto nella vita. Però vi posso dire quali sono i miei hobby. Oltre a dedicarmi alle arti marziali e alle filosofie orientali e occidentali, colleziono necrologi. Li ritaglio tutti i giorni dai giornali e poi li incollo su un grande album. Lo so, qualcuno potrebbe trovare la cosa bizzarra, ma non mi sembra tanto più strano che collezionare francobolli o modellini d’aereo. Infine, appena ho un momento, vado a trovare Frida in ospedale. Si trova lì da quando le spararono. Immobile. Né viva, né morta. Ma io ci parlo di tutto lo stesso e, a volte, ho come la sensazione che mi risponda. So che non è possibile ma comunque, insieme, ci facciamo sempre un sacco di risate...!
Adesso credo proprio di avervi detto tutto quello che so di me. Non mi resta che salutarvi.

KARMA E SANGUE FREDDO

LENNY LEE

venerdì 5 ottobre 2007

VITE DANNATE

Disegno di Giancarlo Caracuzzo

…Un po’ come Mister Iron, il capo della SSA (Security Service Agency), l’agenzia di investigazioni e sicurezza con cui collaboro. Lui prima era un poliziotto, un bravo poliziotto. Poi, due proiettili nella schiena, lo hanno fatto finire su una sedia a rotelle. Ma non si è dato per vinto. Cerca di essere autosufficiente il più possibile ma, soprattutto, non ha smesso di proteggere la gente. Anche se ora lo fa privatamente. Mi piace Mister Iron. Perché la sua agenzia non si occupa solo di VIP, politici o star del cinema. Insomma di quelli che possono pagare fior di bigliettoni. Ci sono anche clienti senza un soldo ma che rischiano brutto. Gente onesta che rischia di essere ammazzata per qualche ragione. O anche senza nessuna ragione! Con tutte le armi che circolano qui, negli Stati Uniti, non avete idea di quanto sia facile finire ammazzati. Ma è così un po’ dappertutto. Per questo cerco di non usare mai armi da fuoco. Non mi piacciono. Ho le mie mani, i miei piedi e la mia spada. E nella maggior parte dei casi, bastano.

sabato 29 settembre 2007

"KARMACOMA"

Disegno di Giancarlo Caracuzzo

Frida non morì, ma entrò in coma, un coma irreversibile, come lo chiamano. Io restai in fin di vita un bel po’. Il Maestro Sun accorse al mio capezzale e si può dire che da quel giorno mi è rimasto sempre accanto. Adesso viviamo in un piccolo appartamento nel cuore di Chinatown. Il Maestro Sun passa gran parte delle sue giornate collegato in Internet, a giocare con la Playstation e ad ascoltare musica rap dalle cuffiette del suo nuovo I-pod. Dice che anche in queste cose si può trovare il proprio karma. Secondo me si è solo rimbecillito dietro le nuove meraviglie della tecnologia, come tutti. Ma mi tiene compagnia e gli voglio bene. Anche se devo lavorare per tutti e due. Faccio la guardia del corpo. Sapete, quegli omaccioni che vedete in TV, con l’auricolare all’orecchio mentre circondano con sguardo allucinato il personaggio importante di turno? Beh, non sono uno di quelli. Preferisco starmene in disparte, nascosto. Quella è solo scena. Se si vuole proteggere veramente qualcuno bisogna essere invisibili e saltare fuori solo al momento opportuno. E a me piace proteggere la gente. Se credessi nella psicoanalisi direi che lo faccio perché mi sento in colpa per la morte dei miei e la fine di Frida. Ma sono fesserie. Faccio la guardia del corpo perché è l’unica cosa che so fare…